Start&Stop: cos’è, come funziona, problemi comuni e come è migliorato nel tempo

Start&Stop: cos’è, come funziona, problemi comuni e come è migliorato nel tempo

Start & Stop: cos’è, come funziona, problemi comuni e come è migliorato nel tempo

Negli ultimi anni lo Start & Stop (spesso scritto anche “Start/Stop”) è diventato uno dei sistemi più diffusi sulle auto moderne. Il motivo è semplice: in città si passa parecchio tempo fermi tra semafori e code, e tenere il motore acceso al minimo significa consumare carburante ed emettere CO₂ anche quando l’auto non si muove. Da qui l’idea: spegnere il motore nelle soste e riaccenderlo appena serve ripartire. Sulla carta è tutto molto logico; nella pratica, però, è normale avere dubbi, soprattutto perché non tutte le auto lo gestiscono allo stesso modo e perché le prime generazioni erano più “ruvide” rispetto ai sistemi attuali.

Cos’è lo Start & Stop

Lo Start & Stop è un sistema automatico che spegne il motore quando l’auto è ferma e lo riavvia quando il guidatore è pronto a ripartire. L’obiettivo principale è ridurre consumi ed emissioni nel traffico urbano, dove il motore può restare acceso inutilmente anche per molti minuti complessivi durante un tragitto.

Come funziona

Il cuore dello Start & Stop è una gestione elettronica che decide se ci sono le condizioni giuste per intervenire. Non si tratta quindi di un semplice “on/off”, ma di un sistema che valuta batteria, temperatura del motore, richieste del climatizzatore e carichi elettrici.

Sulle auto con cambio manuale, di solito il motore si spegne quando ci si ferma, si mette in folle e si rilascia la frizione. Per ripartire, basta premere la frizione e inserire la marcia: il motore si riaccende. Sulle auto con cambio automatico, invece, lo spegnimento avviene generalmente quando l’auto è ferma con il freno premuto; il riavvio arriva quando si rilascia il freno o quando si richiede la ripartenza (dipende dal modello).

Un aspetto importante da chiarire è questo: se ogni tanto ti sembra che “non funzioni”, spesso non è un guasto. È il sistema che, per proteggere affidabilità e comfort, decide di non attivarsi. Succede per esempio quando la batteria non è sufficientemente carica, quando il motore è ancora freddo o quando il climatizzatore sta richiedendo molta energia. Anche l’uso di accessori elettrici (lunotto termico, ventole alte, fari, ecc.) può influire: se l’auto capisce che spegnere il motore potrebbe compromettere la stabilità dell’impianto elettrico o il comfort in abitacolo, tende a evitare l’intervento.


I problemi principali

Batteria: il punto più delicato

Il problema più comune legato allo Start & Stop riguarda la batteria, e vale la pena soffermarsi un po’ di più perché è qui che nascono la maggior parte delle “lamentele” e anche molte diagnosi in officina.

Con lo Start & Stop la batteria non fa solo il suo lavoro classico (avviare l’auto e alimentare i servizi): viene chiamata in causa molto più spesso, perché deve gestire tanti avviamenti e, soprattutto, deve sostenere l’auto quando il motore è spento ma l’elettronica resta attiva. Pensa a quante cose rimangono accese anche in sosta: centraline, luci, infotainment, ventole, sensori, a volte pompe elettriche e gestione del cambio automatico. In una coda urbana, questo significa passare continuamente da una fase di “assorbimento” a una di “ricarica”, con cicli ravvicinati che nel lungo periodo possono accorciare la vita della batteria.

Ecco perché le auto con Start & Stop montano batterie specifiche, spesso EFB o AGM, progettate per sopportare meglio questi cicli. Quando la batteria invecchia o perde efficienza, lo Start & Stop è uno dei primi sistemi a “protestare”. Nella pratica lo vedi così: per giorni o settimane lo Start & Stop entra sempre meno, poi smette quasi del tutto. A volte compare un messaggio in plancia o una spia legata al sistema, altre volte semplicemente ti accorgi che non spegne più il motore ai semafori.

Un altro punto cruciale, soprattutto nel mondo dell’usato o quando si sostituisce la batteria: non tutte le batterie sono uguali. Montare una batteria “standard” su un’auto che richiede una AGM/EFB spesso porta a due conseguenze: lo Start & Stop funziona male (o viene disabilitato) e la batteria nuova dura meno del previsto perché viene stressata in un modo per cui non è stata pensata. Su diversi modelli, inoltre, dopo la sostituzione è necessaria anche una registrazione/codifica della batteria in centralina: non farla può portare a strategie di ricarica sbagliate e a una gestione energetica meno efficiente.

Lo Start & Stop può dare problemi al motore?

Questa è la domanda classica. In generale no, perché il sistema è progettato per lavorare con riavvii frequenti, però alcuni effetti collaterali (più “di utilizzo” che di rottura) possono esistere, soprattutto in città e su tragitti brevi.

Il tema più citato è la lubrificazione: quando il motore si spegne, la pressione dell’olio cala e, alla riaccensione, deve risalire. Nei riavvii Start & Stop l’impatto è molto più basso rispetto a un avviamento a freddo, ma se fai tantissimo stop-and-go può aumentare leggermente lo “stress” complessivo. Per questo le centraline tendono a evitare lo spegnimento quando il motore è freddo o quando non ci sono condizioni ideali.

Poi c’è la parte di comfort e vibrazioni: ogni spegnimento/accensione crea una piccola variazione che, su alcune auto (soprattutto più vecchie), si sente di più e può far emergere prima rumori o affaticamenti su supporti motore e componenti collegati. Anche sul turbo è un timore frequente, ma nella guida normale urbana il sistema di solito non interviene in condizioni “critiche”: se temperature e carichi non sono adatti, lo Start & Stop viene escluso proprio per proteggere affidabilità e gestione termica.

In pratica, più che “rovinare il motore”, lo Start & Stop può diventare più pesante quando l’uso è estremo (micro-tragitti, traffico continuo) o quando la manutenzione non è perfetta (olio stanco, batteria in affanno), perché mette in evidenza debolezze già presenti.

Avviamenti più frequenti e componenti più sollecitati

Un altro tema è lo stress aggiuntivo su alcune componenti, soprattutto sulle prime generazioni: motorino d’avviamento, cablaggi e gestione elettronica dell’accensione. Non significa che lo Start & Stop “rompe il motore”, ma è vero che un avviamento ripetuto tante volte nel traffico cittadino richiede componenti dimensionati per quel lavoro. Ed è proprio su questo punto che, negli anni, i costruttori hanno fatto grossi passi avanti.

Sulle auto più datate può capitare di percepire avviamenti più “pesanti” o, nei casi peggiori, un motorino d’avviamento più rumoroso e affaticato. Oggi, invece, i componenti sono spesso rinforzati e le strategie di avviamento sono più rapide, quindi l’usura è stata ridotta rispetto al passato.

Comfort: riaccensioni percepibili o un leggero ritardo

Molti guidatori non lo amano per una questione di sensazione: la riaccensione può essere percepita come una piccola vibrazione, oppure come un attimo di ritardo quando si vuole ripartire. Questo aspetto dipende molto da auto ad auto e dall’evoluzione del sistema: sui modelli più recenti, in genere, è molto più fluido rispetto ai sistemi tradizionali.

Climatizzatore e soste prolungate

In alcuni casi, quando il motore si spegne, il climatizzatore può ridurre la sua efficacia, soprattutto se il compressore non è elettrico. Per questo molte auto limitano o “saltano” lo Start & Stop quando la richiesta del clima è alta: l’auto preferisce tenere il motore acceso per garantire comfort e stabilità energetica.

Traffico “a singhiozzo”

Nelle code più intense, con micro-soste continue, lo Start & Stop può diventare più presente e quindi più fastidioso. Qui la differenza la fanno due cose: la qualità del sistema (generazione e taratura) e, di nuovo, lo stato della batteria. Se la batteria è al limite, il sistema tende a intervenire in modo meno coerente o a disattivarsi spesso.


Le migliorie adottate nel tempo (e perché oggi è più affidabile)

Rispetto alle prime versioni, lo Start & Stop moderno è nettamente più “intelligente”. Una delle evoluzioni più importanti è l’introduzione di batterie dedicate e di una gestione più precisa dello stato di carica: sensori e centraline controllano con molta più accuratezza quanta energia è disponibile e quanta ne serve per garantire avviamento, luci, sicurezza e comfort.

Anche gli alternatori e i sistemi di ricarica sono diventati più robusti. Su molte auto la ricarica è ottimizzata per recuperare energia in rilascio e in frenata, così da non stressare inutilmente il motore quando si accelera.


Conclusione

Lo Start & Stop nasce per ridurre consumi ed emissioni e in città può avere un senso concreto, soprattutto quando le soste sono frequenti e non troppo brevi. I problemi principali, quando emergono, ruotano quasi sempre attorno alla batteria e alla gestione energetica, oppure a un comfort di riaccensione non perfettamente fluido su alcune vetture. La buona notizia è che, nel tempo, i costruttori hanno reso il sistema più affidabile con batterie più adatte e ricarica più intelligente.

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